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Noi ci siamo stati.
Istruzioni per l’uso….
L’arrivo a Perugia è
praticamente un gioco da ragazzi. Da qualunque parti si arrivi non
si può assolutamente sbagliare la strada che conduce al succulento
tesoro. Il sistema viario approntato dagli organizzatori della
manifestazione è tale che, una volta riempiti i parcheggi più
prossimi alla Rocca Paolina, la circolazione stradale viene
nuovamente disegnata, escludendo l’accesso diretto all’area
limitrofa al cuore della manifestazione, mettendo a disposizione dei
rimanenti automobilisti i restanti parcheggi presenti nella zona.
Noi abbiamo lasciato l’automobile nei pressi del parcheggio
antistante la stazione ferroviaria, e non abbiamo riscontrato alcun
disagio nel raggiungere l’epicentro della manifestazione, potendo
usufruire del servizio navetta organizzato “a ciclo continuo”
dall’azienda municipale perugina, che al costo di un euro a corsa,
traghettava noi golosi di cioccolata fino al terminal autobus, che è
a meno di 100 metri da un efficiente sistema di scale mobili che
conduce fino alla sommità della Rocca.
Consigliamo vivamente
di prendere le scale mobili, perché altrimenti si perde fin da
subito la possibilità di poter visitare gli stand che sono
all’interno della Rocca. Si tratta di stand che non vedono la solita
cioccolata, quella che viene pubblicizzata dalla televisione, ma che
sono destinati ad una tipologia di prodotto di nicchia. Stiamo
parlando di case produttrici, delle quali non faccio nome per motivi
di pari opportunità, che hanno preferito ritagliarsi una piccola
parte del mercato, dedicando maggior attenzione alla scelta della
materia prima nonché dell’area di provenienza. Inoltre è disponibile
solo all’interno della Rocca, almeno per quello che abbiamo visto,
un non troppo ampio salone destinato alla degustazione del favoloso
alimento. Bisogna prenotare la degustazione e noi non l’abbiam
fatto, mordendoci le mani nel vedere i più attenti assaggiatori
mangiare il prezioso cibo, facendo propria la descrizione dei sapori
fatta dagli attenti esperti del settore.
Nella Rocca Paolina si
possono trovare le più svariate tipologie di cioccolato, per
provenienza e per gusti. Si va da quelli nostrani a quelli
provenienti dal resto del Mondo. Mi sento, in maniera del tutto
spassionata, non ho ricevuto alcun provento, di consigliare ai
neofiti ed agli esperti degustatori l’assaggio del CHUAO. Un vero
nettare degli dei, una vera poesia per il palato, in una parola un
vero capolavoro! Tutto il cioccolato è buono e tutto il cioccolato
va assaporato. Non ci siamo negati niente: dal fondente a quello al
latte, da quello al pistacchio a quello allo zafferano, li abbiamo
assaggiati tutti!
La vera sorpresa è
comunque la marea di persone che si muovono al di fuori della Rocca.
Un fiume umano che si sposta alla ricerca di un po’ di pace per il
proprio
palato. Eurochocolate è la festa di tutti, piccoli e grandi,
senza limiti di età. Ognuno cerca negli stand presenti sul percorso
esterno, che va dall’uscita dalla Rocca fino al Duomo di Perugia e
sulla strada che corre parallela a quest’ultimo, un attimo di eterno
e quando sembra di averlo trovato, si accorge che per raggiungere il
paradiso bisogna andare un po’ più avanti e fare un altro piccolo
tratto di strada fino a raggiungere lo stand successivo.
Per le strade di
Perugia abbiamo assistito a scene incredibili, di persone che si
attendevano di trovare strade fatte di cioccolata oppure di ricevere
il cioccolato dal cielo. Il cioccolato è presente lungo tutto il
percorso e bisogna avere solo la pazienza di attendere l’attimo
giusto e di trovarsi al posto giusto, come è capitato a me.
Domenica 14 ottobre ha
avuto luogo la tradizionale apertura dei mega cubi di cioccolata
(per la precisione ogni cubo pesava 11 quintali) che sono stati
successivamente lavorati dalle sagaci mani di esperti scultori, che
colpo dopo colpo hanno dato origine a dei veri e propri capolavori
fatti di cioccolata. Ora capirete bene che invece di lavorare del
marmo quella che veniva lavorata con martello e scalpello era della
cioccolata e che tante piccole e grosse scaglie di cioccolata
venivano eliminate dal blocco iniziale e privo di forma, che mano a
mano diventava ciò che l’autore aveva intenzione di creare, e
finivano con l’essere raccolte dalle sante mani del personale
addetto per poi riporle in appositi sacchetti che venivano
distribuiti ai presenti. Quella che si genera è un vero assolto ai
forni stile manzoniano. Sono tante le mani che si allungano nella
vana e disperata ricerca di accaparrarsi il prezioso bottino.
Sicuramente i più avvantaggiati sono i bambini, e quindi si
consiglia a tutti coloro che ne hanno uno o più di uno di far
tentare a questi ultimi, in quanto davanti al sorriso di un bimbo
nessuno è insensibile.
E siamo andati avanti
nel nostro pellegrinaggio, fino a raggiungere un blocco di
cioccolata da primato. Sto parlando di un unico pezzo da 3580 kg. Si
avete letto bene, più di 3 tonnellate di cioccolata a porta di mano.
Sfido chiunque a rimanere distaccato di fronte a cotanto materia. Lo
stand è in fondo alla piazza, per capirci davanti al Duomo, e ne
vale la pena arrivare fino in fondo, fosse solo per farsi una foto
con alle spalle il gigantesco monoblocco!
Il mio suggerimento è
quello di portarsi un bel piumino, un cappello ed una sciarpa, in
quanto Perugia almeno durante il nostro soggiorno si è mostrata
fredda e ventilata. Siamo in fondo ad Ottobre inoltrato e le
temperature non sono più quelle estive.
Ciò di cui si deve
munire l’attento visitatore è la pazienza, ed anche tanta, in quanto
sono tanti i degustatori e sono pochi gli addetti alle vendite. Ed
oltre alla pazienza si richiede anche un corposo e consistente
portafoglio, perché in fondo come tutti i peccati, anche la gola ha
il suo prezzo. Se si vuole tornare a casa con un copioso bottino
bisogna spendere, altrimenti si torna solo con il sapore di un
ricordo che presto svanirà!
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